Fotovoltaico a terra in giardino: una soluzione innovativa per chi desidera sfruttare l’energia solare senza la necessità di installare pannelli sul tetto.
Se il tuo tetto non è adatto o lo spazio disponibile è limitato a causa di ombreggiamenti o altre strutture, questo tipo di impianto ti offre un’alternativa pratica e vantaggiosa. Installare un impianto fotovoltaico a terra ti consente infatti di sfruttare spazi inutilizzati nel tuo giardino, garantendo comunque tutti i benefici legati all’energia solare.
Considera poi la possibilità di accedere a incentivi statali per l’installazione di questi impianti, tra cui ricordiamo:
- Superbonus 70%: offre una detrazione fiscale del 70% per interventi di riqualificazione energetica, valido fino al 31 dicembre 2024, per edifici condominiali che migliorano di almeno due classi energetiche
- Bonus ristrutturazione 50%: permette una detrazione IRPEF del 50% sulle spese di ristrutturazione, incluso l’impianto fotovoltaico, con un tetto massimo di 96.000€
- IVA agevolata: riduce l’IVA sul fotovoltaico dal 4% al 10%, a seconda del tipo di immobile
- Reddito Energetico: fornisce un contributo a fondo perduto per famiglie con ISEE basso che installano impianti fotovoltaici
Leggi attentamente questa guida per scoprire tutto quello che devi sapere prima di installare un impianto fotovoltaico a terra in giardino e approfittare delle agevolazioni disponibili.
Continua a leggere.
SOMMARIO
- Quali permessi servono per installare il fotovoltaico a terra in giardino?
- Com’è fatto un impianto fotovoltaico a terra?
- Domande Frequenti
- Dove si possono installare i pannelli fotovoltaici a terra?
- Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra?
- Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra da 100 KW?
- Come si autorizza un impianto fotovoltaico a terra?
Quali permessi servono per installare il fotovoltaico a terra in giardino?
Come per le pergole fotovoltaiche, anche per il fotovoltaico da giardino si parla di edilizia libera. Pertanto, come indicato dal Decreto Bollette DL n. 17/2022, non è necessario richiedere permessi o autorizzazioni al Comune, a meno che i pannelli non siano collocati in aree di proprietà comunale.
Ad ogni modo, in generale i requisiti e i permessi sono i seguenti:
- Comunicazione al comune: se il tuo impianto rientra tra quelli di piccola taglia (fino a 50 kW), devi solo inviare una comunicazione al Comune prima di iniziare i lavori. Questa comunicazione serve a informare l’ente locale dell’inizio dei lavori
- SCIA, PAS o DILA: in base alla potenza dell’impianto e alle normative locali, potresti dover presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), o una Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata (DILA). La scelta dipende dalla dimensione dell’impianto e dalle regolazioni specifiche del tuo Comune
- Controllo condominiale: se l’installazione avviene in un condominio, anche se nelle aree di proprietà individuale, devi informare l’amministratore condominiale. L’assemblea può solo suggerire la collocazione dell’impianto, ma non può opporsi, purché non si comprometta il decoro architettonico e i diritti degli altri condomini
- Procedura semplificata: per impianti fino a 200 kW, utilizza il Modello Unico Semplificato. Compila il modello, invialo al Gestore di Rete e attendi la concessione per l’installazione
Verifica sempre eventuali regolamenti locali o condominiali se l’installazione avviene in aree condivise. In caso di dubbi, considera la consulenza di un professionista per garantire la conformità alle normative vigenti.
Com’è fatto un impianto fotovoltaico a terra?
Un impianto fotovoltaico a terra si compone di diversi elementi progettati per ottimizzare la raccolta di energia solare. I pannelli fotovoltaici sono montati su strutture metalliche, generalmente in acciaio o alluminio, che possono essere inclinate e orientate per massimizzare l’irraggiamento solare. Le strutture di supporto possono essere:
- Portanti monopalo: utilizzano un solo palo centrale per sostenere i pannelli, ideali per terreni di dimensioni moderate e spazi limitati
- Portanti bipalo: impiegano due pali di supporto per garantire maggiore stabilità, adatte per ambienti dove la sicurezza strutturale è cruciale
Inoltre, puoi optare per strutture a inseguimento solare che regolano l’orientamento dei pannelli in base alla posizione del sole, aumentando il rendimento complessivo dell’impianto.
Quando scegli i pannelli fotovoltaici per un impianto a terra, considera poi queste caratteristiche fondamentali:
- Rendimento: la capacità dei pannelli di convertire la luce solare in energia elettrica
- Qualità ed efficienza: i pannelli devono essere affidabili e performanti
- Semplicità di installazione: moduli facili da montare riducono i tempi e i costi di installazione
- Dimensionamento: la potenza totale dell’impianto deve essere adeguata alle tue esigenze energetiche
- Tipo di inverter: dispositivo necessario per trasformare la corrente continua dei pannelli in corrente alternata utilizzabile in casa
- Misure dei pannelli: devono adattarsi allo spazio disponibile nel giardino
- Garanzie: verifica le garanzie offerte dal fornitore sui pannelli e sui componenti dell’impianto
Per approfondire il posizionamento dei pannelli fotovoltaici ti invitiamo a leggere l’articolo dedicato o a chiedere una consulenza gratuita e senza impegno con i nostri professionisti Inner Solar.
Domande Frequenti
Dove si possono installare i pannelli fotovoltaici a terra?
Come specificato dal Decreto Bollette DL n.17/2022, puoi installare pannelli fotovoltaici a terra in specifiche zone:
- Aree industriali e stabilimenti: puoi collocare i pannelli su terreni all’interno di impianti industriali, a condizione che siano distanti almeno 500 metri dalle strutture principali dell’industria o stabilimento
- Aree agricole: gli impianti fotovoltaici a terra sono ammessi anche su terreni agricoli, purché la distanza tra i pannelli e le zone industriali, artigianali o commerciali non superi i 500 metri
- Zone vicine alla rete autostradale: se scegli di installare i pannelli vicino alle autostrade, devi mantenere una distanza massima di 300 metri dalla rete autostradale
Considera poi l’ubicazione dei pannelli. Scegli cioè un’area che offra spazio sufficiente per l’impianto e che non comprometta l’estetica del paesaggio circostante. Assicurati che l’area sia facilmente accessibile per facilitare l’installazione, la manutenzione e le ispezioni future. Infine, verifica eventuali regolamenti locali o vincoli aggiuntivi che potrebbero influenzare la tua scelta di installazione.
Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra?
Il prezzo dipende dalla potenza dell’impianto, dalla qualità dei pannelli e degli inverter, e dai costi di manodopera e installazione. In media, per un impianto da 3 kWp, adatto per soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia media, i costi possono andare da 6.000€ a 15.000€. Questo range di prezzo include non solo i pannelli e gli inverter, ma anche le strutture di supporto e le eventuali opere preparatorie necessarie. Considera che costi aggiuntivi potrebbero derivare da specifiche esigenze di installazione, come lavori di preparazione del terreno o interventi per ottimizzare l’efficienza del sistema.
Quanto costa un impianto fotovoltaico a terra da 100 KW?
Per un impianto fotovoltaico a terra da 100 kW, il costo può variare tra 90.000€ e 130.000€. Questa fascia di prezzo tiene conto di diversi fattori, come il numero di pannelli necessari, la qualità dei moduli e degli inverter, e le spese per l’installazione e la preparazione del sito. Un impianto di questa capacità, che generalmente richiede circa 230 moduli, è adatto per strutture industriali di medie dimensioni.
Come si autorizza un impianto fotovoltaico a terra?
Per autorizzare un impianto fotovoltaico a terra, devi innanzitutto verificare che il sito di installazione non sia soggetto a vincoli paesaggistici, idrogeologici o a restrizioni dei piani comunali o regionali. In assenza di tali impedimenti, non è necessario richiedere permessi specifici al Comune. Tuttavia, devi inviare una semplice comunicazione al Comune prima di iniziare i lavori. Se l’impianto ha una potenza compresa tra 50 e 200 kW, potrebbero essere richieste ulteriori pratiche come una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata), o una DILA (Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata), a seconda delle caratteristiche del progetto e delle normative locali.
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